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WHAT A WONDERFUL WORLD
Homage to Louis Armstrong Solo Exhibition Gianfranco Basso
Direzione artistica Ilaria Sergi, Sabrina Drigo
OPENING 23 novembre 2019
 
ll ricamo e il cucito sono oggi tecniche espressive ricorrenti nell’arte,  segno  di  una  ricerca  che  va  oltre  una  preferenza individuale. Una pratica artistica inaspettata che sostituisce al pennello la ricerca di supporti e materiali “alternativi”, una scelta linguistica che oltre a spezzare la barriera che separa i materiali intellettualmente alti da quelli bassi, propone una nuova relazione tra i sessi, dato il ricorso plateale - di uomini e di donne - ad un sistema di segni tradizionalmente femminili. Un    mezzo    espressivo    che    assume    valenza    “politica”, capovolgendo  i  luoghi  comuni,  ponendo  attenzione  a  ciò che  abitualmente  è  marginale,  sovvertendo  i  ritmi  della comunicazione  cui  la  società  moderna  ci  ha  abituati, “riannodando i fili” di identità spezzate, rivalutando un pensiero volutamente non logocentrico.
 
Il lavoro artistico di Gianfranco Basso rappresenta un’analisi sullo stato di fatto, espressione di un suo personale hic et nunc, ma anche riflessione sulla relatività dell’attimo, al tempo stesso punto di arrivo e di ripartenza. Nel suo lavoro - come cita lo storico dell’ arte e curatore Carmelo Cipriani - pur nell’innegabile originalità, non è difficile leggere i segni di una riflessione profonda sul passato artistico, italiano in particolare.

Nella precisione del segno, ad esempio, sempre conciso e mai esuberante, si legge in controluce il rigore del Rinascimento, mentre nelle atmosfere silenti e negli isolati protagonisti non è difficile riconoscere l’atteggiamento meditativo e solipsistico della Metafisica, nella versione però più prossima all’essenzialità morandiana che alla nostalgia classicheggiante di De Chirico. Un atteggiamento meditativo seguito da un fare discreto, il tutto filtrato attraverso le strette maglie della contemporaneità, quella stessa contemporaneità di cui l’artista sente di far parte, che avverte forte ma non dogmatica, interpretabile sul piano gnoseologico ma non necessariamente operativo.
Ed ecco che alla seduzione dei mezzi tecnologici e dei linguaggi più attuali, Basso preferisce il candore di un mezzo antico ed inaspettato com’è quello del ricamo e dell’uso dei fili nelle sue installazioni. Un medium non proprio à la page nell’era del virtuale, rievocativo di un fare lento e silenzioso, caparbio e paziente.
 
Viale Jenner 22, Milano Solo su prenotazione
spaziomatermilano@gmail.com