Proseguendo nel nostro viaggio il lavoro di Barbara Crimaudo, artista romana classe 1979, serve da contenitore per estrapolare una serie di esempi rappresentativi della riflessione artistica sul rapporto uomo – ambiente. Il lavoro curatoriale e di selezione ha riflettuto sui diversi indirizzi che lo stretto e atavico rapporto tra arte e tecnologia ha tracciato in questi ultimi anni. Una parte dei suoi lavori sono specificamente dedicati al concetto di ecologia, intesa nell’accezione originaria di interazione degli organismi tra loro e con l’ambiente circostante. L’uomo e l’ambiente: un delicato sistema che implica un confronto dialettico nei termini di cultura-natura e che, pertanto, può interessare la ricerca artistica.

Utilizzare gli scarti dei prodotti industriali è una pratica artistica che si sviluppa negli anni sessanta in Europa e America, e che oggi ha acquisito rilievo istituzionale, forte anche di relazioni strette con altre discipline come l’antropologia, le scienze politiche e dell’educazione, la progettazione architettonica e del design. Tra le forme geometriche più diffuse in natura esistono le spirali. Punto di partenza e di indagine dell’arte di Barbara Crimaudo. La sua ultima produzione è un omaggio alla matematica e alla geometria della Natura intesa come una curva piena che si avvolge in infiniti giri intorno ad un punto, all’origine. E la spirale dell’artista romana è un ritorno all’idea di quella senza inizio né fine di Bernoulli, con un profondo invito a credere nella potenza del destino, quello senza inizio né fine, quello che ogni giorno costruiamo con le nostre scelte.

Anche i colori raccontano questo. La sua ricerca esplora infatti il bianco, limite ultimo di una serie di sfumature è il colore del tutto, vuoto e trasparenza riempito nel suo alternarsi dall’oro, preziosità della vita, potenza dell’anima che si muove in spirali di possibilità. La sua ricerca stilistica si sta spostando all’uso dei nuovi materiali per l’edilizia in un incontro tra bellezza, design e sostenibilità. Soluzioni di materiali quindi di grande impatto estetico, che rispettano l’uomo e minimizzano il proprio impatto sull’ambiente perché prive di formaldeide, e frutto di un processo produttivo basato sul riuso delle acque e degli scarti dei propri prodotti.
Il lavoro di ricerca di Barbara Crimaudo ha trasformato Il Bianco da normale tinta piatta al Colore del design, della sostenibilità e del benessere.  Come anche il suo blu di prussia o rosso vermiglio racchiudono una sensualità e mordidezza capaci di rendere un ambiente ricco di storia, bellezza e armonia.

 

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Courtesy Lab87 per Barbara Crimaudo