Irena PavlyshynElement of Design Texture

Irena è una giovane donna dalle idee chiare e con un luminoso futuro artistico fatto di ricerca rigore e sperimentazione.
Ha studiato all’Accademia delle belle arti di Roma. Le sue radici culturali e famigliari hanno fortemente segnato la sua arte. Nelle sue labbra, come nelle sue tele i colori della Galizia , il rosso bordeaux. Irena utilizza la pittura per comunicare il suo mondo fatto di emozioni, stati d’animo e persone o i luoghi vengono tradotti in segni su tela.

La prima esposizione a soli 19anni e già si distingue per il proprio stile dove una forte componente emotiva si contrappone alla razionalità scientifica della ricerca nella tecnica.

E’ attratta dal colore, prima da un colore delle ceramiche, lucente e coprente che sembra scivoli via dalla tela , poi in una seconda fase della sua maturità artistica lo utilizza opaco corporeo e materico.
I colori sono i protagonisti del suo linguaggio pittorico tanto da provare nuove tecniche e mescolanze da lei ideate.

L’effetto psichico del colore, Irena lo raggiunge dando vita allo stesso, pensando che il colore abbia un suo odore, un suo sapore e un suo suono. Ogni momento di vita ha un colore…

Quello che più la rappresenta ora è il marrone, talvolta appare più chiaro verso il nudo lasciando filtrare e trapassare emozioni e speranze, talvolta è più grigio tanto da indicare quiete, talvolta lascia spazio a un verde, di indissoluta quiete, ecologia allo stato puro, soltanto natura.

Con il suprematismo di evocazione di Malevic, abbraccia l’arte astratta sulla figurativa e utilizza la geometria come ricerca approfondita sulla genesi e sulle strutture funzionale della storia. Grande attenzione alla composizione, al peso e alla trasparenza delle forme.

Due viaggi importanti ne segnano e caratterizzano la sua arte, Irena porta sempre con se un taccuino per fermare le idee, appuntare emozioni e visualizzare colori. Il tutto a casa verrà tradotto in disegno, in arte. Il primo viaggio lo intraprende in Marocco e sono proprio i colori della terra che ne segneranno una grande ricerca sulle tematiche dell’ecosostenibilità, i pigmenti naturali sostitueranno gli acrilici.

Nella sua arte, la speranza di un futuro migliore, parte dalla ricerca di pigmentazioni naturali.
Tutto inizia dalla natura per poi astrarsi, tutto è armonico , tutto è rigoroso ma nello stesso tempo libero, sono proprio le linee precise, gli spazi ben delineati che danno una sensazione di poter vivere oltre la tela, si ha la sensazione che l’opera continui ad esistere oltre il loro supporto e che forme e colori fluttuino su un infinito effimero spazio.

Anche in Portogallo ritrova un discorso di ricerca ecocompatibile con naturali filati, con stoffe e arazzi. E’ attratta come Sonia Delaunay a sviluppare una sinergia con il design e con la moda che porta l’opera ad avere nuovi supporti, spostando l’arte nei tessuti impalpabili come le sete o caldi come le lane grezze e naturali.

L’attrazione alle stoffe traduce anche in metafora la sua filosofia di viaggio, il viaggio inteso come un tappeto dove ogni filo è un emozione vissuta, un luogo visitato, un popolo incontrato. Il progetto artistico è suggestione, combinazione, incontro che si fonde raccontando …e come un tappeto viene arrotolato e portato via con se.

Chiara Cardellone Sticca
Architetto e Art Advisor

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