Barbara Crimaudo: Arte e Bioedilizia. Le Telesculture di Canapa

Leggero ed introspettivo, Barbara Crimaudo apre il suo mondo all’arte nel 2006, sperimentatrice di tecniche e cromatismi, ricercatrice di materiali e forme geometriche.

Barbara è una artista che vive il contemporaneo, che fa della sua casa, città come Parigi, Londra e New York.
Utilizza tecnologie e scienza in funzione di una naturalità ecologica e ecosostenibile. La sua idea di arte in armonia con il creato parte dai materiali di prima qualità.

Realizza “Telesculture” interpretazioni di un’arte materica, tridimensionale riportata su telai da lei disegnati e realizzati su misura.
L’innovazione spaziale inizia dalla base, e si affida a un artigiano specializzato in telai che darà forma alla base della sua opera. Le tele di cui sono composti sono di juta, o pannelli di canapa per la coibentazione degli appartamenti, e già da questi dettagli il carattere esplorativo, dinamico dell’artista, esce allo scoperto.

Questa sua arte fluttuante nello spazio è frutto di una ricerca che parte dalla fotografia per diventare  una sua personale interpretazione della scultura. Si ispira al Canova per l’organizzazione e progettazione di un opera, in cui nella fase iniziale vi è l’idea, mentre in quella  finale la rifinitura. Proprio nel mezzo che si affina al Maestro raggiungendo la sublimazione.La folgorazione intuitiva, iniziale, violenta e improvvisa giunge a una conferma conclusione.

Barbara utilizza la pittura acrilica , tecnica relativamente recente. Le vernici sono prodotte da polveri colorate , pigmenti, mischiate con resina acrilica . La caratteristica di questa tecnica  è la rapidissima asciugatura , la facile stesura e la traslucidità. Il materiale viene plasmato con le mani, il contatto con la stessa da origine a un personalissimo dialogo creativo ed artistico.

I colori monocromatici sono vivi e caldi ma è il colore rosso che  la contraddistingue. Un incondizionato amore  per il rosso, colore di carattere, colore che non è da tutti e non è per tutti.

Il Rosso rappresenta la sua arte fisica e nervosa, conturbante, elegante, femminile proprio come è lei.

Anche oro e bronzo catturano la sua attenzione e come Klimt fece con i mosaici di Ravenna, se ne impossessa, utilizzandolo con maestria nonostante la difficoltà tecnica di stendere pigmenti d’oro. Da Klee e Kanddinskij si lascia immergere in un blu che è pace, tristezza, contemplazione.

I pigmenti vengono da Barbara miscelati e per tanto non saranno mai uguali ne replicabili.

Le sue creazioni sono frutto di retaggio storico, di un continuo e perseverante studio di elementi, di forme, di graffi, di fierezza e di immortalità

La spirale  è spesso presente nelle sue tele, legata alla perfezione alla circolarità armonica, all’idea che non vi sia inizio e fine, ma un “mentre” legato alle scelte che ognuno giornalmente compie,  le angolature rifinite ne allargano lo spazio.

La sua sensibilità tramutata arte, viene apprezzata indistintamente da uomo e donna.

Con le sue opere continua un viaggio artistico d’amore iniziato tempo fa, che con tenacia continua a percorrere sola, dando voce a una voce che non c’è più ma che con lei risuonerà sempre.

Chiara Cardellone Sticca
Architetto, Art Advisor

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